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mercoledì 23 gennaio 2019
mercoledì 2 maggio 2018
Versailles:
lì si erano meravigliati di una volgarità così sconfinata, così arrogante e in fondo così fragile: come poteva gente che aveva specchi tanto grandi non rendersi conto della propria piccolezza?
Cathleen Schine “Le disavventure di Margaret”, Adelphi, 1998, traduzione Annamaria Biavasco e Valentina Guani
martedì 30 gennaio 2018
giovedì 4 gennaio 2018
lunedì 1 gennaio 2018
Femminile e autoironia
"E' innamorato pazzo, pazzo ... e io ... sono crudele. La donna che buffa bestiolina. Lo faccio soffrire e mi diverto. Gli telefono tutti i giorno tutti, e lui è talmente timido, si turba talmente che mi fa sempre rispondere che non c'è. Lo aspetto sulle scale, lui mi vede, fa finta di non vedermi, se ne va, tutto dritto. Non mi ha mai rivolto la parola, mi sfugge. Questa sera sono sicura che è con una donna, se la sarà scelta bella, perché spera così di dimenticarmi più facilmente, povero ragazzo mi fa una gran pena ... ma che cos'ho io per far soffrire tutti gli uomini?"
Franca Valeri da "Una Signorina molto Snob"
martedì 26 dicembre 2017
"Potevo ostentare la mia vergogna sotto forma di disprezzo verso gli altri. Non c'è travestimento migliore per la vergogna del disprezzo, e niente è più facile che schernire e denigrare. Niente è più gratificante per la vanità altrui. Prendete due persone qualsiasi che chiacchierano: faranno commenti malevoli su una terza. E' una forma perversa di generosità, e di autoadorazione."
"Sylvia" Leonard Micheals, traduzione di Vincenzo Vergiani, Adelphi.
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