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Regine del fornello
contemporanee signore Cecioni, simili alle patetiche e surreali macchiette femminili proposte negli anni ‘60 da Franca Valeri e Bice Valori. Autarchiche odalische che, nonostante la passata rivoluzione femminile, restano lì, in cucina, spazio metaforico di un cambiamento, nella sostanza, mai avvenuto. L’ambito di esercizio della loro sovranità: un fornello, assolutamente ben attrezzato.
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| vetrina, foto di Sauro Errichiello |
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| "L'abito della domenica", foto di Sauro Errichiello |
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inviti
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42 ritratti di africani in posa davanti al portone di un’ex-fabbrica, divenuta sede di una delle chiese cristiane evangeliche frequentate dagli immigrati nigeriani e congolesi. Succede a Reggio Emilia, città dell’operosa pianura padana italiana dove l’integrazione è tra le prime voci nei programmi delle amministrazioni locali, ma è anche un dato di fatto che si respira ogni giorno.
La comunità religiosa è per gli evangelici afro-reggiani anche luogo di auto-aiuto e socializzazione, di confronto sulle tematiche della convivenza in terra straniera. Le persone ritratte, nel loro giorno di festa, si presentano al Signore con eleganza e distinzione, tentando così un riscatto rispetto all’informalità del quotidiano, dove la differenza di pelle continua ad essere a volte ingombrante. In qualche modo, questi ritratti ricordano la raffinatezza delle opere di Malick Sidibe, fotografo di studio del Mali. C’è sempre una particolare compostezza nella postura, sui visi e nell’abbigliamento, a marcare l’orgoglio e la consapevolezza profonda che le differenze vanno salvaguardate.